sabato, 21 giugno 2008, ore 13:45
LaTandi ha di nuovo nascosto la salsa tartara in comunicazioni di servizio, delirando


...



BUH!



...paura eh??

Ok, tanto per riprendere il filo del discorso:


VITA SENTIMENTALE

Sono ancora felicemente legata all'Uomo, ossia Colui il quale è rimasto coraggiosamente al mio fianco anche quando gli ho detto che mi sarebbe piaciuto tantissimo andare al concerto dei Backstreet Boys del 29 aprile scorso.
(Per la cronaca, alla fine non ci sono andata)
(E comunque non è che mi piacciano i Backstreet Boys, diciamo che sarebbe stato un po' come rivivere i vecchi tempi)
(As long as you love meeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee)
(No, ma non è che so ancora tutte le parole di tutte le canzoni)


VITA UNIVERSITARIA


In teoria: mi mancano tre esami -facili- per dedicarmi alla tesina triennale, essendomi levata dai cabasisi (Montalbano docet) tutte le cazzatine infide da tre crediti tipo laboratori e accertamenti, nonchè gli esami più complessi. Ho una relatrice, un argomento di tesi... insomma: sono una donna perfettamente organizzata, ligia al dovere e conscia delle proprie capacità.

In pratica:
  1. La mia relatrice mi fa paura
  2. L'argomento che ho scelto (che lei mi ha semi-imposto) non mi piace e soprattutto non ho ancora capito come affrontarlo, ma non oso andare da lei a chiedere lumi sulla questione (vedi punto 1)
  3. Dico semi-imposto perchè lei ha chiesto il mio parere ma io ho annuito estaticamente dicendo con tono entusiasta "Sì, sì, perfetto!"
  4. Perché ho risposto così, pur non avendo la più pallida idea di cosa stesse parlando? Vedi punto 1
  5. Perché non vado a cercare qualcosa di meglio? Perché è da mesi che peregrino come una povera disperata elemosinando attenzioni da parte dei P.R. (Possibili Relatori), e lei è l'unica disponibile che ho incontrato. E poi, non posso abbandonarla. Perché? Vedi punto 1.

VARIE ED EVENTUALI

  • Non ho ancora la patente
  • Non ho ancora avuto il coraggio di sottopormi a quella barbara usanza chiamata ceretta
  • Sono ancora il bersaglio preferito dei ciclisti della domenica
  • Soffro ancora di Sindrome da Totale Mancanza di Senso d'Orientamento
  • È un mondo difficile.

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giovedì, 15 novembre 2007, ore 10:36
LaTandi ha di nuovo nascosto la salsa tartara in comunicazioni di servizio, delirando, uni




...però sono cazzi.

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giovedì, 11 ottobre 2007, ore 17:00
LaTandi ha di nuovo nascosto la salsa tartara in delirando, uni

Poniamo il caso che sia una giornata soleggiata di inizio autunno.

Poniamo il caso che il sole faccia capolino dalla cappa grigio fumo che qui a Milano ci ostiniamo a chiamare "cielo".

Poniamo il caso che la temperatura moderatamente elevata consenta di andare in giro con addosso solo un maglioncino leggero leggero di cotone.

Poniamo il caso che voi, giovani virgulti dotati di un maglioncino in cotone, entriate in un pullman (semivuoto).

Poniamo il caso che, tra le persone sedute, scorgiate una giovane fanciulla con su addosso un maglione identico al vostro.

Poniamo il caso che il maglione sia veramente identico al vostro e che la cosa sia facilmente riconoscibile (stessa sfumatura ricercata di verde acqua, stessa foggia raffinata, stessi orli innovativi: sì, si tratta proprio del maglione comprato al Kiabi nel reparto da 9 euro e 99).

Ecco: andreste mai a sedervi esattamente di fianco alla suddetta giovane fanciulla con addosso il maglione identico al vostro, creando così un effetto pendant decisamente notevole?

Non fornirò una risposta a questo interrogativo esistenziale. Spero solo che la Giovane Liceale Svampita, la quale più o meno due ore fa non si è minimamente posta questo problema, ora ci pensi un po' su.

Per il resto tutto nella norma. Sono viva e non ho ancora dato l'esame di filosofia. Però. a mia totale discolpa, posso dire di avere superato l'esame di civiltà e sistemi internazionali dopo un colloquio con un Essere Immondo che è entrato direttamente alla testa della top ten degli Assistenti Più Bastardi, scalzando addirittura con scioltezza il Nano Represso.

Lauro, stai molto attento. Tandi ti vede.


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mercoledì, 05 settembre 2007, ore 17:08
LaTandi ha di nuovo nascosto la salsa tartara in delirando, le ricordanze

Nota introduttiva

Ciao, commesso del Decathlon tiraneggiato da una preadolescenza devastante. Ti dispiace se mi limito a chiamarti Baffetto?

Bene, Baffetto. Ti ricordi quelle due ragazze che hanno commesso l'errore di chiedere il tuo parere durante un radioso pomeriggio tardoprimaverile?

Ti ricordi la loro richiesta?

"Siamo indecise sul modello di tenda da comprare... tieni presente, però, che siamo piuttosto imbranate e che preferiremmo qualcosa di semplice..."

Ti ricordi la tua risposta?

"Ma sì, prendete questa, una volta capito il meccanismo di base è un gioco da ragazzi, poi mentre una di voi due sorregge la tenda l'altra la picchetta, ma non preoccupatevi, è veramente una cosa facilissima! E poi questa tenda è molto spaziosa e stabile... insomma, non ve ne pentirete!"

Baffetto, io ti odio.

Fine nota introduttiva

Tre settimane in Corsica. Già al momento del nostro ingresso trionfale in campeggio ci siamo accorte che si sarebbe trattato più di un campo di addestramento militare che di una vacanza.

  • La tenda è stata difficilissima da montare, nonchè da tenere su, forse perché, guarda caso, abbiamo deciso di arrivare in una giornata decisamente ventosa. Ad ogni folata la nostra costruzione precaria cadeva miseramente a terra.
  • Il terreno era durissimo. Ergo, il delirio è sopraggiunto al momento di piantare i picchetti.
  • I nostri vicini di tenda (francesi, una famigliola ed una coppia di una certa età + cane chiamato Marcus) erano presenti durante questi fatti. Si sono seduti tutti intorno ad un tavolo e si sono messi a commentare le nostre gesta, neanche troppo sommessamente.
  • Ci veniva da piangere.
  • Uno dei vicini si è alzato, ci ha portato un chiodo enorme per preparare il buco dove mettere i picchetti, ci ha mostrato (con uno stile impeccabile, devo dire) come si doveva fare ed è tornato a sedersi. Rinfrancate dalla cosa, abbiamo provato noi. Il terreno continuava ad essere duro come il marmo.
  • Ci veniva ancora di più da piangere.
  • Dopo un'ora e quarantadue minuti siamo riuscite in qualche modo a picchettare la tenda. Ci siamo girate con aria di sfida verso i vicini, ma non siamo riuscite ad intercettare i loro sguardi. Erano rivolti alla tenda.
  • La tenda pendeva vistosamente verso sinistra.
  • Era colpa mia: avevo montato la camera interna in modo sbagliato.
  • La coppia di una certa età ci odiava. Il giorno dopo il nostro insediamento, soish ed io abbiamo deciso che era ora di installare un pratico filo stendipanni legandolo a due alberi. Dopo qualche mormorio di disapprovazione, la componente femminile della coppia di una certa età (chiamiamola pure Stronza) ci ha portato una scaletta con fare alquanto stizzito.
  • Traduzione del dialogo che c'è stato tra noi e Stronza: "È la prima volta che fate campeggio?" "No" "" "No!" "Sì!!!"
  • Anche la famigliola ci odiava. Hanno invaso la nostra piazzola (senza nemmeno dirci per favore, o scusate, o sa il cazzo) per fare spazio alla tenda della loro figlia sedicenne.
  • La terza notte è stata moderatamente ventosa.
  • Ci è crollata la tenda addosso mentre dormivamo il sonno dei giusti.
  • Abbiamo perlustrato il campeggio alla ricerca disperata di pietre, ma nemmeno queste sono riuscite a darci serenità.
  • Qualche giorno dopo abbiamo notato una signora identica a Gollum che girava intorno alla nostra tenda bofonchiando tra sè e sè qualcosa in tedesco.
  • Vorrei esprimere la mia gratitudine verso i miei genitori i quali, ormai sette anni or sono, hanno insistito per farmi intraprendere lo studio della lingua tedesca.
  • Dopo un breve quanto delirante colloquio con Gollum abbiamo appreso che le pietre che noi (e i nostri vicini) avevamo utilizzato per proteggere le nostre magioni dal vento provenivano dal suo giardinetto mistico, e che quindi non erano quindi delle pietre qualsiasi, ma le pietre, le quali le erano state regalate da non si sa quali bambini.
  • Il giorno stesso abbiamo deciso di compiere una gita culturale. Siamo partite alla ricerca di un famigerato sito megalitico, in teoria situato a dieci minuti dal campeggio.
  • Due ore dopo eravamo imprigionate, causa pioggia battente, nell'unico bar di un ridente paesino situato nel mezzo delle montagne corse, terrorizzate dalla strada appena percorsa (che, oltre a passare in mezzo alla foresta, tagliava in due un cimitero) e conscie del fatto che tale strada fosse anche totalmente errata (come ci ha gentilmente detto la tizia dell'ufficio informazioni).
  • Il giorno dopo siamo tornate a cercare il sito megalitico.
  • Dopo altre due ore di strada abbiamo dolorosamente appreso che il sito megalitico si trattava di un menhir, e che il menhir altro non era che un anonimo, comunissimo sasso posizionato al bordo della strada.
  • Abbiamo chiesto informazioni ad un signore, il quale ci ha amabilmente detto: "C'erano altri menhir ma sono nel bosco, comunque non è nemmeno sicuro se quello che si vede sia un vero menhir o no".
  • Ci siamo dirette verso il nuovo punto di interesse: il castello d'Araggio.
  • L'escursione inizia alle 14.04 e termina dopo ben 7 minuti, grazie all'incontro provvidenziale di una coppia di italiani crocs-muniti che ci informa che il "castello" è composto da quattro sassi, raggiungibili tramite un'ora e mezza di arrampicata tra le pietre.
  • Morale: nonostante tutto ci siamo divertite, e soprattutto temprate. Ad ogni modo, credo che i contrattempi che ho narrato siano inezie che possono capitare a tutti, quando si è in vacanza. 
  • Ma continuo a detestare Baffetto.

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giovedì, 26 luglio 2007, ore 10:05
LaTandi ha di nuovo nascosto la salsa tartara in comunicazioni di servizio, delirando, servizio sociale

, parto domani mattina verso le cinque. No, non ho ancora preparato la valigia.

Visto che la mia mente è occupata in pensieri poco nobili quali "ma perché il mio accappatoio occupa tre quarti dello spazio disponibile nel mio zaino da montanara, perché?" mi sembra superfluo comunicarvi che la mia ispirazione per cose di un livello più elevato è pari a zero.

Ad ogni modo, visto che sono buona, ci tenevo ugualmente a lasciarvi con un momento di grande comicità utilizzando una delle chiavi di ricerca di questo mese.

"Cosa fa un pomodoro di prima mattina?"

...Salsa.

...... Ok, vado. Torno verso il sedici agosto. Ci vediamo poi.


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martedì, 17 luglio 2007, ore 10:23
LaTandi ha di nuovo nascosto la salsa tartara in delirando, uni , casi umani

Data di inizio dell'Avventura (due donne, una Fiesta e una tenda impossibile da montare): 27 luglio. Destinazione: da qualche parte in Corsica. Necessità primaria: impostare una linea organizzativa comune e ben solida.

Tandi -infervorandosi- : "Soish, è vero che quest'anno siamo in due e non tre, e che quindi potrebbe sembrare che lo spazio a nostra disposizione sia maggiore rispetto a quello che avevamo gli anni scorsi, ma ricordati che la Tali non occupava poi molti centimetri quadrati in macchina... quindi le nostre parole d'ordine saranno compattezza e morigeratezza! Giusto?"

Soish: "Giusto! Giustissimo!"

Soish -con aria innocente- : "Ah ti dovevo dire una cosa..."

Tandi -compiaciuta per la buona riuscita del suo comizio- : "Cioè?"

Soish: "Io devo assolutamente portarmi dietro il pelouche gigante di Winnie The Pooh!"

Ad ogni modo, le preparazioni vacanzifere procedono. Non preoccupatevi per noi. Tanto c'è Winnie che ci tiene compagnia.

Altre news sulla mia vita:

- Domani scampagnata al lago con il mio uomo. No, non lo porto a fare la passeggiata nel bosco che ero solita percorrere quando ero ancora un giovane virgulto, visto che ci sono ritornata questo weekend dopo secoli e secoli ed è stato devastante. Non mi ricordavo che la salita fosse così sbarazzina.

- Ieri sono andata in università a rimediare i materiali per i due esami che devo dare a settembre. Uno di questi è la tanto amata filosofia. Dico solo AIUTO.

- Ho comprato un borsellino borsello porta soldi coso di Hello Kitty. È semplicemente meraviglioso. Non so ancora per cosa usarlo, ma è meraviglioso.

- L'altro giorno ho avuto il piacere di avvistare due signore sugli "anta" finemente vestite. Ho preso qualche appunto mentale destinato ad un'eventuale e futura me incartapecor... matura. Ovvero: "Tandi, anche se pensi di essere ancora piacente e, perché no, capace di stuzzicare in modo birichino gli sguardi altrui, evita comunque di tingerti i capelli di rosso ciliegia e di indossare pantaloni aderenti color prugna, maglietta fucsia, giacchetta verde acido e sandali color oro. O, perlomeno, evita di indossare il tutto contemporaneamente. Allo stesso modo evita di conciarti stile impiegata sobria ma sexy. Non voglio per nessun motivo vederti in giro sventolando una cascata di capelli (logicamente biondo platino) mentre ancheggi sapientemente infilata in un paio di pantaloni neri (aderentissimi) uniti ad una canotta bianca (molto traforata) e ad un paio di sandali bianchi (dotati di zeppa vertiginosa). Per favore." 


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lunedì, 09 luglio 2007, ore 11:06
LaTandi ha di nuovo nascosto la salsa tartara in delirando

L'altra notte ho avuto l'onore di fare il sogno più demenziale che mente umana possa mai produrre.

Ho sognato che ero uno gnomo (sì, esatto, uno gnomo con tanto di lunga barba bianca) del bosco. E, attenzione, mica uno gnomo sfigato qualsiasi: io conoscevo un incantesimo per difendermi dai nemici.

Se gridavo a pieni polmoni la parola "INTRICUS!!!" le piante intorno a me si intrecciavano formando un groviglio impenetrabile agli altri e mettendomi al sicuro.

Ora, questo può voler dire solo una cosa.

Ho la mente stanca. Non posso dare l'esame di filosofia. No, no.


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venerdì, 06 luglio 2007, ore 09:44
LaTandi ha di nuovo nascosto la salsa tartara in comunicazioni di servizio, uni

Ecco, in sintesi, perché:

1) Ho finalmente fatto l'Esame. Sì, esatto, quello che stavo rimandando praticamente da un anno (ehm), ma no, non soffermiamoci su questi futili dettagli e diamo il giusto peso al fatto che Storia Contemporanea sia stato superato con successo. Siete curiosi di sapere chi ha avuto il piacere di interrogarmi?

Sì, siete curiosi. Logicamente non poteva essere che Lui: l'assistente alto e magro con gli occhialini, quello che "è il più pericoloso, ti auguro di evitarlo". In fondo, però, poverino, non ha fatto nulla di particolarmente crudele. Ha anche evitato di chiedermi qualcosa su Bismarck (considerando che il suddetto assistente possiede tutti i difetti di pronuncia possibili ed immaginabili - S sibilante, R moscia e C catarrosa - sarebbe stato il Delirio).

2) Quindi sono in vacanza (forse, non lo so, magari giovedì prossimo provo a dare l'esame di filosofia ma non penso).

3) L'altro ieri sono andata a mangiare la pizza e ho sentito distintamente l'ordinazione di una tizia seduta nelle vicinanze: "Vorrei una pizza margherita senza pomodoro, senza mozzarella, con olive". Ti stimo, cara.

4) Nel mio ridente paesino situato in quella meravigliosa e lussureggiante zona detta Paradiso dei Sensi (ai più nota come Hinterland Milanese) a settembre ci sarà la Festa della Patata. Non è uno scherzo.


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giovedì, 28 giugno 2007, ore 13:49
LaTandi ha di nuovo nascosto la salsa tartara in delirando, uni , casi umani

Dobbiamo finirla con queste assurde divisioni tra corsi di laurea. Dobbiamo piantarla di dirci cose tipo "Siamo meglio noi perchè studiamo le cose più utili, invece voi fate schifo". Dobbiamo volerci tutti un po' più bene.

Sì.

Questa esortazione è dedicata a te, giovane virgulto presumibilmente laureando in filosofia che, anche se solo per qualche minuto, hai incrociato il tuo destino con quello delle due studentesse di storia più svampite della Statale (Tandi e Corinne, ovviamente).

Ma spieghiamo meglio i fatti.

Cosa fai quando il tuo piano di studi prevede un insegnamento di filosofia, materia della quale, nonostrante i tuoi innumerevoli e ripetuti sforzi, non sei ancora riuscita a comprendere del tutto l'utilità?

Adotti la politica del "ma sì, easy" per tutto il semestre, salvo per poi fartela sotto quando ormai gli esami sono arrivati ben oltre la porta. E quindi ti ritrovi a vagare per l'università cercando l'aula dove la Temutissima Prof sta interrogando per riuscire a carpire qualche brandello di domanda, qualche informazione sulla metodica del colloquio e, perchè no, magari anche gli appunti su Campanella.

Eccoci quindi, Corinne e Tandi, povere piccole anime in pena, giunte ormai davanti all'Aula del Massacro. Ci avviciniamo cautamente al Luogo. Vuota. La stanza è vuota. Solo un flebile sussurro giunge dalla cattedra, dove c'è proprio lei, la Temutissima, intenta ad interrogare un Povero Cristo. A parte loro, nessuno.

Guardiamo l'orologio; sono le dieci e mezza. L'appello iniziava alle nove e c'erano una trentina di iscritti.

Dove sono tutti gli altri?

Ci sarà di sicuro una spiegazione, mica se li sarà mangiati, gli altri trenta.

Magari stamattina non aveva tempo e ne ha interrogati solo un paio.

Aspettiamo che esca il tizio, poi lo abbranchiamo e gli chiediamo che domande gli ha fatto. In fondo...

...quanto mai potrà durare un esame?

Ci sediamo buone buone nel corridoio ed iniziamo ad attendere. I minuti scorrono, uno, due, dieci, quindici, venti, venticinque, trentanove, quarantadue, cinquantaquattro... ancora niente.

Nessuna forma di vita esce dall'aula.

Ma questo fatto sconvolgente perde molto del suo originario rilievo quando a fare il suo ingresso trionfale nel corridoio deserto è un'altra forma di vita. Il virgulto di cui prima, sì, esatto.

Si avvicina alla nostra postazione e domanda (con aria oltremodo saccente, quasi a dire, "non so nemmeno perchè vi faccio questa domanda, maledizione, io so tutto"):

"Dovete dare l'esame con la prof. Temutissima?"

"Ehm, no, veramente no, siamo qui solo per..."

"L'esame, no?"

"No, stiamo aspettando che esca quel ragazzo che sta dando l'esame, così poi.."

"Perché, è vostro amico?"

"...No, vogliamo chiedergli che domande gli ha fatto la prof, possiamo chiederlo solo a lui visto che non c'è nessuno.."

"Eh, come non c'è nessuno, c'era l'appello prima!"

"Si, ok, ma adesso non c'è nessuno"

"Ohiii sveglia, ci siete?? Esame, appello, oggi, qui, avete connesso? C'è nessunoooooo???"

(Segue una fase concitata del colloquio che non ricordo precisamente, ma che ci ha permesso di comprendere che la prof chiama gruppetti di due o tre persone per volta, e che le interrogazioni di chi fa nonsocheprogramma durano di più di quelle normali.)

Verso la fine dell'incontro cerco di fare la ragazzina ammodo:

"sì scusa, non sappiamo niente di queste cose perchè non siamo di filosofia"

Al che lui mi gela con un:

"Si vede"

Poi, non contento, rincara la dose:

"Quindi potete essere o di storia o di beni culturali"

"Sì, di storia"

"Si vede" (immaginatelo detto con estremo disprezzo).

Ma la parte migliore arriva quando il Tizio Saccente mi tende la mano e mi dice: "Comunque, piacere, Coso (hai talmente cambiato la mia vita che mi ricordo perfettamente il tuo nome)".

Comunque, piacere?

Sticazzi.

Ma non importa ragazzi. No, non importa. Dobbiamo rispettarci a vicenda. Dobbiamo creare un terreno democratico di cooperazione comune.

è uno scherzo, VERO?

...Certo però che, se questo non dovesse essere uno scherzo, non vedo come la futura cooperazione possa poggiare su basi solide.


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lunedì, 18 giugno 2007, ore 12:20
LaTandi ha di nuovo nascosto la salsa tartara in delirando, casi umani, casa tandi

Io non sono una persona paurosa. Semplicemente, tengo molto alla mia conservazione. Ed è per questo motivo, e soltanto per questo motivo, che sono arrivata al traguardo dei ventun'anni senza aver mai provato a fare la ceretta o qualsiasi altra pratica barbara che comporti l'asportazione traumatica e dolorosa dei peli.

Esatto: sono una vittima delle creme depilatorie. Una vittima innocente. Sono una di quelle persone che, quando decide di intraprendere l'opera depilatoria, si prende una giornata libera da tutto e da tutti. Perché per depilare una gamba ci si mette tre quarti d'ora. Non parliamo poi, per cortesia, dei risultati. Risultati pressochè nulli, se comparati all'immane pazienza necessaria per sobbarcarsi l'Impresa, nonchè della maestria indispensabile per rimanere in equilibrio costante in modo da non rovinare/rendere appicicaticcia alcuna suppellettile. E, credetemi, ci vuole anche una buona dose di caparbietà per continuare su questa strada senza sentirsi un'imbranata integrale (soprattutto quando noti che anche la tua dirimpettaia tredicenne è diventata maestra dell'esoterica arte del Silk-épil).

Ergo: basta allo spreco di tempo. Basta alle sedute depilatorie eterne quando fuori c'è un mondo da vedere (e innumerevoli libri da studiare, soprattutto, ma vabbè, dettagli).

È arrivato il Momento anche per me.

Consapevole dell'importanza di questa svolta, mi sono recata al supermercato con l'aria più professionale possibile.

Ho comprato una confezione di strisce depilatorie per pelli sensibili ("non si sa mai, magari fanno meno male").

Sono tornata a casa.

Ho aperto la confezione.

Ho scaldato una doppia striscia depilatoria tra le mani.

Ho separato delicatamente le due strisce.

Ne ho presa una in mano, con cautela.

L'ho annusata.

...

Sapeva di speck.

Forse non mi ero resa bene conto della serietà del momento. Forse non ero ancora pronta alla Grande Prova.

Per farla breve... ho sprecato diciannove strisce solo per imparare a strappare con un "movimento rapido e deciso".

Sì, è il caso di aspettare tempi migliori.


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